mercoledì 6 gennaio 2010

5 giorni lontano...

Solo un avviso.Sono qualche giorno all'estero, vado a trovare un amico in Irlanda, sono anni che lo dico... I voli low cost e la voglia di evadere un attimo mi hanno fatto decidere, un po' in fretta.

Image by RHaworth

Per chi volesse sapere a che temperatura sto ghiacciando e com'è il tempo lassù nell'isoletta ventosa, lascio anche un pratico segnatempo online, con temperature, stato del cielo e ora locale. See you.

Click for Cork, Isola d'Irlanda Forecast


BUON ANNO. ANCHE A RADIO 2.


Credo di essere abbastanza flessibile da sapermi adattare a diverse situazioni, e a saper rinunciare a diverse cose. Ma quando penso a come farei se non ci fosse la radio, vado un po' in difficoltà. Sono un ascoltatore assiduo, relativamente fedele, e da anni parecchie ore delle mie settimane,fatti salvi periodi di lavoro particolarmente intenso, sono dedicati all'ascolto di buone trasmissioni radio, su differenti stazioni.

Tra quelle preferite, c'è ovviamente anche Radio Rai, e in particolare Radio 2. Un canale che riesce a integrare, non sempre ma con una certa frequenza, cultura, informazione e divertimento, in un mix che è diventato anche un po' un marchio di fabbrica, pur nella diversità di programmi e conduttori, anche molto diversi tra loro.
Tra i titoli forse più noti: "Il ruggito del Coniglio", "Caterpillar", "Sumo", "Black Out", "610 Sei Uno Zero", "Dispenser", oltre ovviamente all'indimenticato e per certi versi insuperato "W Radio Due" di Fiorello e friends, quando era ancora un Raiman...

Detto questo,so che è difficile e in qualche modo pericoloso mettersi a discutere le scelte editoriali di una testata, anche radiofonica, ma davvero stavolta non ce la faccio a condividere alcune decisioni e soprattutto certe cancellazioni e stravolgimenti di palinsesto, anche perché mi sembra di non essere il solo a stupirmi di quello che sta succedendo a Radio 2. Ormai, per moltissimi ascoltatori di radio, rete (internet) e radio sono inestricabilmente connesse (attraverso i siti delle trasmissioni, i podcast, i canali di comunicazione mail etc.) e su Internet appunto ho trovato tanti altri ascoltatori come me stupiti e che stanno reagendo con varie sfumature, dall'arrabbiato al depresso. Ad esempio qui. Che succede?

Succede che il palinsesto di Radio 2 da questi giorni sarà abbastanza stravolto, alcune trasmissioni stanno cambiando orario, altre sono cancellate, con preavviso relativo e nonostante molto amate dal pubblico.
Tra le trasmissioni vittima della "ristrutturazione": prima di tutto "L'altro lato" di Federico Taddia, poi "Condor" di Matteo Bordone e Luca Sofri, poi "Sumo" con Giovanna Zucconi, mentre il classico Black Out di Enrico Vaime, un must del sabato e domenica mattina, viene anticipato alle 8, ora sicuramente più problematica. Nella stessa trasmissione è stata gentilmente invitata ad andarsene Simona Marchini, vera icona radiofonica e televisiva (a fianco di Arbore, per esempio), e che era sicuramente per gli ascoltatori di Black Out un punto di riferimento insostituibile. Anche "Tiffany", programma di primissima mattina con Luca Bianchini e Mavi Scartozzi, finisce sotto l'incudine della ristrutturazione...


 Per quanto riguarda "L'altro lato", invece, che personalmente ritengo una delle trasmissioni più avanzate, nutrienti, informate, positive e ricche dell'intero panorama radiofonico italiano (se non internazionale), amatissima dal pubblico, tutta incentrata sui lati B" degli italiani, su tutto quello che fanno per passione e per condividerlo con gli altri, in un'ottica davvero di rilancio dell'Italia creativa, che oltre a produrre PIL produce condivisione, benessere, solidarietà, trovo che la sua cancellazione, che ha sorpreso persino lo stesso Taddia, forte del suo lavoro ma anche di tanti riconoscimenti avuti, sia un gigantesco passo indietro.

Stessa cosa per Condor e Sumo, portatori di una cultura della scoperta, del confronto, che una radio pubblica - fino a prova contraria - dovrebbe continuare, così come ha fatto finora, a valorizzare e a portare avanti, anche al di là dei dati di share (comunque da interpretare) che per dei prodotti in ogni caso non di massa come questi, e comunque su un servizio pubblico, non possono e non devono contare in maniera decisiva.
Io pago ancora il canone Rai, e lo pago tutti gli anni, appunto per questo tipo di servizio, basato sulla qualità e non impiccato alla dipendenza diretta ed esclusiva degli inserzionisti pubblicitari. Forse chi gestisce le reti Rai farebbe bene a ricordarselo. E come me, moltissimi, dico moltissimi, italiani.

Vi lascio agli approfondimenti del problema qui in rete, e mi auguro che queste decisioni, discutibili nel merito e anche nella forma (non fanno parte di una programmazione periodica, sono stati annunciati subito dopo la nomina del nuovo direttore di rete Flavio Mucciante, non stanno tenendo conto delle tantissime "proteste" di molti ascoltatori) possano essere riviste al più presto.
Buon 2010 in ascolto...anche di Radio 2.

mercoledì 30 dicembre 2009

Il post del trasloco


Il mio ultimo post sul vecchio blog, e un benvenuto a chi vorrà fare visita a questo nuovo...

30 dicembre 2009

Fine anno, propositi e cambiamenti... Vale anche per me. E anche questo blog trasloca, su un altra piattaforma. Non senza prima ringraziare e spiegare.

Ringraziare: oltre ovviamente ai blogger conosciuti -e alcuni di loro divenuti amici - che hanno seguito, magari in maniera discontinua ma mai priva di interesse e di utili stimoli, questo strano diario (tutto tranne che quotidiano), devo ringraziare Il Cannocchiale, piattaforma web conosciuta vari anni fa, all'alba della nascita della blogosfera. Il Cannocchiale mi ha fatto conoscere la possibilità di bloggare, e di farlo facilmente. Inoltre, grazie alla rete di blogger consolidata, mi ha permesso davvero di allargare la mente e di mettermi in contatto con realtà varie e spesso diverse dalla mia. Niente di meglio, per provare a capire il mondo...

Spiegare:
tra i motivi del trasloco, c'è sicuramente la voglia di cambiare, di rinnovare, di "ridipingere casa". Perché un blog, oltre ad uno spazio web più o meno virtuale, diventa una seconda casa, un luogo anche fisico di accumulazione di appunti, immagini, affetti, legami. E rinnovarla è bello.
Ma la ragione che ha fortemente accelerato questo processo è stata - inutile che provi a negarlo - un articolo: su un giornale, specificamente su "Il Riformista", quotidiano alla base della fortunata esperienza del Cannocchiale. L'ho sempre letto molto poco, leggo giornali diversi, ma l'ho talvolta sbirciato e qualche volta letto anche con interesse.
L'articolo in questione è un editoriale dell'attuale direttore del giornale, Antonio Polito, che chi più di me guarda la TV conosce anche per le sue recenti e frequenti apparizioni televisive in trasmissioni di informazione. L'editoriale, del 15 dicembre 2009 (lo trovate QUI) si intitola "Perché non vado ad Anno Zero", e si riferisce alla mancata partecipazione di Polito alla puntata di qualche settimana fa, di cui spiega le ragioni. Niente di particolare fin qui, anzi per me sempre interessante quando qualcuno si prende la responsabilità delle proprie scelte e soprattutto di spiegarle. Ma leggendo il breve articolo, non ho potuto non rabbrividire...

Nel momento di massimo attacco, in questo paese, alla libertà di stampa, all'espressione libera delle opinioni e all'esercizio legittimo del diritto di cronaca (anche giudiziaria), di critica, e in particolare del diritto di esercitare la professione di giornalista in modo onesto e corretto, e poco dopo un vero linciaggio sia istituzionale (da parte dell'onorevole Cicchitto in Parlamento) che mediatico di vari media e in particolare del giornalista Marco Travaglio, anche sui vari organi di stampa collegati o allineati con l'attuale governo, il giornalista Polito, direttore di un quotidiano, (ed ex redattore capo e ex-vicedirettore di Repubblica) si scaglia anche in maniera pesante (definendolo "cimice") contro il collega maggiormente bersagliato dagli attacchi: Marco Travaglio, additato in parlamento come "terrorista mediatico" e dallo stesso Polito come "parassita mediatico", "sedicente combattente per la libertà di informazione", autore e attore di "testi le cui fonti le sa solo lui" (sic).

Non si tratta, per me, di una bega tra professionisti (?) dell'informazione e nemmeno di uno scontro politico basato su legittime divergenze di opinione. Si tratta di un forte contributo ad un linciaggio e ad una delegittimazione di una intera categoria di professionisti che sta facendo il proprio lavoro e che sta difendendo - per tutti noi, dico tutti- non solo la libertà di stampa, ma le basi costituzionali della nostra comunità, messe in gravissimo pericolo da parecchi esponenti dell'attuale governo. E la cosa triste è che il tutto avviene senza entrare veramente nel merito del lavoro - in questo caso - di Travaglio e delle sue denunce (come sempre mai smentite nel merito perché basate su fatti, atti pubblici, sentenze), ma perché Travaglio starebbe facendo una campagna per far chiudere il Riformista; quando invece si è pubblicamente schierato - come moltissimi altri e non certo da poco tempo - contro il finanziamento pubblico della stampa, e in particolare quella stampa che non si renda almeno un po' sostenibile con i propri mezzi e lettori e che si appoggia interamente o quasi sull'erogazione dei soldi pubblici. Si può essere d'accordo o meno, ma questo non giustifica una sola parola di quelle scritte da Polito e che vanno a rafforzare (consapevolmente o no non saprei, ma a questo punto è secondario) una campagna -questa sì - di attacco alla democrazia senza precedenti.

Probabilmente in un altro momento tutto questo sarebbe passato, anche da parte mia, relativamente inosservato e inquadrato in una normale dialettica politica. Ma, purtroppo, bisogna contestualizzare.
In un momento in cui un ministro della Repubblica, Renato Brunetta, dice (riportato dal GR2 Rai di ieri mattina), che l'immunità parlamentare totale va ripristinata per "proteggere i parlamentari dai condizionamenti (sic) dei giudici", e quindi sta dicendo che se io o voi siamo indagati per reati comuni possiamo essere sanzionati e condannati, e i politici no, e che tutto il sistema delle eventuali riforme viene condizionato al ricatto dello scambio con leggi ad personam per il presidente del consiglio e i suoi sodali, è chiaro che posizioni di questo genere risaltano per la loro pericolosità.
Dopodiché il signor Polito è libero, liberissimo, di scrivere quello che vuole.

E pur riconoscendo e ringraziando ancora Il Cannocchiale per le opportunità datemi fino a questo punto, come cittadino defraudato e preoccupato dall'attuale situazione e quadro politico preferisco utilizzare un altro servizio, e sentirmi più tranquillo con me stesso in questo senso...

Nel frattempo saluti quanto hanno seguito questo blog e li invito a memorizzare il nuovo indirizzo, ovvero http://shamalblog.blogspot.com
E ovviamente mille auguri di buon anno!

martedì 29 dicembre 2009

Roma 5 dicembre 2009

L'abbiamo girato con alcuni amici in strada a Roma, il 5 dicembre. Un piccolo contributo al flusso informativo sui movimenti di opposizione e critica alla attuale situazione del nostro paese. Buona visione.